Amico d’infanzia e compagno d’armi di Seyit, anche lui tataro di Crimea, Celil affoga nell’alcol e nella malinconia il dolore dell’esilio e la perdita della ballerina Tatya, unico grande amore della sua vita. Rappresenta la fedeltà incondizionata e il prezzo psicologico dello sradicamento.
